Noi preghiamo per lui e speriamo che vada tutto bene. Zuppi: “la Chiesa italiana prega per lui”
Dobbiamo pregare per Leone XIV che deve sottoporsi ad un intervento chirurgico delicato. Il Papa, che ha 71 anni ed è un appassionato sportivo, in particolare di tennis, ha scelto di condividere direttamente con i fedeli la notizia, accompagnandola con una richiesta di preghiera. Nato a Chicago il 14 settembre 1955, Robert Francis Prevost ha sempre coltivato l’attività fisica e continua a dedicarsi al tennis anche durante il pontificato. Al momento, le informazioni diffuse dal Pontefice riguardano l’individuazione del nodulo in una fase molto iniziale, la sua localizzazione circoscritta e la decisione dei medici di procedere alla rimozione chirurgica. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulla natura della lesione. Intanto, dalle comunità ecclesiali e dai dipendenti vaticani arriva un messaggio condiviso di affetto e preghiera, con l’auspicio che Leone XIV possa affrontare serenamente l’intervento e tornare presto ai suoi impegni.
Il Pontefice ha dato personalmente notizia della situazione durante l’Angelus di oggi, affidando ai fedeli anche un messaggio di fiducia e di richiesta di vicinanza spirituale. “Carissimi, di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni. Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera”, ha detto Leone XIV.
La comunicazione che il Papa ha voluto offrire personalmente non contiene ulteriori dettagli clinici sulla natura del nodulo. Il Pontefice ha riferito che è stato individuato in una fase molto iniziale e che i medici hanno consigliato di procedere con l’intervento. Al momento, dunque, l’attenzione è rivolta all’operazione e alla successiva convalescenza, per la quale è previsto un ricovero di circa sette giorni.
Ecco l’articolo aggiornato, integrando la solidarietà dei dipendenti laici vaticani e il commento dello pneumologo, con le dovute cautele nel distinguere le informazioni rese note dal Papa dalle considerazioni mediche generali.
Il cardinale Zuppi: “Santo Padre, non è solo”
Le Chiese in Italia si stringono con affetto filiale attorno al Pontefice. Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha assicurato il ricordo del Papa nelle celebrazioni e nei momenti di preghiera delle comunità.
“Accogliamo l’invito del Santo Padre alla vicinanza spirituale”, ha dichiarato Zuppi. “Con tutte le Chiese che sono in Italia ci stringiamo al Santo Padre in queste ore delicate. Gli siamo vicini, affidandolo al Signore e alla Vergine Maria, Salus Populi Romani”.
Il presidente della Cei ha ringraziato Leone XIV “per la semplicità e la fiducia con cui ci ha reso partecipi di questa prova”, aggiungendo: “Siamo una famiglia: Santo Padre, non è solo! La accompagniamo con la nostra preghiera e il nostro affetto perché l’intervento vada bene e perché il Signore le doni serenità e forza”.
Anche l’Associazione dei Dipendenti Laici del Vaticano (Adlv) ha espresso la propria vicinanza al Pontefice. “Ci uniamo nella preghiera per la salute del Papa. Auguriamo al Pontefice una pronta guarigione, affinché possa proseguire presto nella sua missione pastorale”, si legge in una nota dell’esecutivo dell’associazione.
Lo pneumologo: “La diagnosi precoce è fondamentale”
Sull’importanza clinica della diagnosi precoce è intervenuto Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), in dichiarazioni all’Adnkronos Salute.
“I noduli polmonari benigni non vengono operati, ma tenuti sotto controllo. Se, invece, si decide di intervenire chirurgicamente, è probabile che si tratti di una lesione che necessita di essere asportata”, ha spiegato lo specialista, commentando l’annuncio del Pontefice. “È comunque una notizia positiva. Purtroppo, solo una piccola percentuale dei tumori polmonari può essere operata, perché spesso la diagnosi arriva quando la malattia è già in fase avanzata”.
Micheletto ha precisato di non conoscere la situazione clinica di Leone XIV e ha quindi evitato di formulare valutazioni sul suo caso specifico. Ha ricordato che i sintomi delle patologie tumorali polmonari possono comparire tardivamente ed essere aspecifici. Tra questi figurano il dolore toracico e la presenza di sangue nell’espettorato, che possono essere segnali di una malattia già avanzata.
Il tumore polmonare è fortemente associato al fumo, ha osservato lo pneumologo, sottolineando tuttavia che un nodulo circoscritto può essere operabile e che l’intervento può risultare risolutivo. Le tecniche chirurgiche mininvasive, ha aggiunto, consentono di ridurre i tempi di degenza, che possono arrivare a circa dieci giorni a seconda dei casi.
Durante l’operazione, ha spiegato ancora Micheletto, può essere asportata soltanto la porzione di polmone interessata dalla lesione, con il prelievo di alcuni linfonodi da sottoporre a esame istologico. Se i linfonodi risultano negativi, in determinati casi l’intervento può essere sufficiente; qualora vengano individuate cellule tumorali, può invece essere indicata una chemioterapia aggiuntiva.
Lo specialista ha infine richiamato l’importanza della diagnosi precoce e della valutazione individuale del rischio. La Tac può consentire di individuare eventuali noduli polmonari, ma lo screening non è indicato indistintamente per tutta la popolazione: l’esposizione alle radiazioni e la storia clinica, in particolare quella relativa al fumo, devono essere considerate nella scelta degli esami.

