Il Papa esercita il suoi diritto di cittadino statunitense al voto per le elezioni di midterm. Il gesto assume un peso specifico significativo nel momento di caduta di popolarità di Trump. Sono note le posizioni di Leone XIV sulle questioni controverse delle guerre in corso e dei migranti.

La Sala Stampa della Santa Sede ha confermato ieri la partecipazione al voto delle elezioni di midterm da parte di Leone XIV.

Il voto per corrispondenza, così come esercitato dal Papa, era stato nelle scorse settimane al centro di un duro confronto tra l’amministrazione Trump e le autorità giudiziarie federali. La Casa Bianca aveva tentato di introdurre nuove restrizioni alle procedure di voto postale, successivamente bloccate dai tribunali e da una decisione della Corte Suprema. Nonostante ciò, all’inizio di ottobre lo stesso presidente aveva invitato i propri sostenitori a utilizzare anche questa modalità di voto, segnando un significativo cambiamento di registro rispetto alle precedenti dichiarazioni.

Il gesto del Papa rappresenta proprio un invito alla concreta partecipazione alla vita democratica dei cittadini. La sfiducia verso le istituzioni ha infatti desertificato le urne negli USA e in diversi Paesi d’Europa.

Il cambiamento di tendenza ha prodotto nelle recenti elezioni politiche in Israele un successo storico dei partiti arabi benché il Likud abbia mantenuto la maggioranza relativa che non gli risparmierà la ricerca di alleanze e compromessi con le altre forze politiche per poter governare.

Robert Prevost è ancora registrato come elettore a New Lenox, un sobborgo a Sud di Chicago. Durante il suo soggiorno romano come superiore generale degli Agostiniani risulta che abbia votato già nel 2012, 2014 e 2016 per le primarie dei Repubblicani e per le elezioni generali. Risulta anche che abbia votato per le primarie dei Democratici nel 2008 e nel 2010. Nei registri dell’Illinois non consta invece che abbia votato per le primarie di Marzo.

La partecipazione al voto di Leone XIV costituisce una novità rispetto ai suoi più vicini predecessori. Nel merito, infatti, non si ha notizia per Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco.

Benché il voto sia segreto per tutti, sono manifeste le posizioni del primo Papa americano su guerre in Medio Oriente, cambiamento climatico, immigrazione e multilateralismo.

Il fatto che Leone XIV non abbia finora incontrato o ufficialmente parlato al telefono col presidente Trump, rivela la distanza sulla rispettiva visione del mondo e della politica estera e interna.